Senza parole

Ieri l’ennesimo Consiglio Comunale è andato deserto a causa della maggioranza ormai allo sbando che, invece di amministrare la città in un momento grave come quello che stiamo vivendo, pensa solo a farsi la guerra. Mi limito a pubblicare una serie di comunicati stampa delle varie forze politiche. Non aggiungo alcun commento, lascio che sia chi legge a farsi un’idea:

Vorrei, attraverso queste righe, esprimere tutto il disagio e la sostanziale impotenza a fare politica in questo momento nella nostra città. Naturalmente la politica intesa come servizio per la comunità, e non certamente come propaganda, insulto, o peggio come difesa di interessi particolari e spesso inconfessabili.

Da quando ho dato vita al gruppo Socialista in Consiglio Comunale, io ed altri amici e compagni abbiamo tenuto una linea politica certamente di opposizione senza sconti, ma comunque incentrata sulle cose da fare, senza un atteggiamento di avversione pregiudiziale.

Abbiamo cercato di sostenere con le nostre modeste forze le scelte che ritenevamo giuste, di emendarne alcune, e di contrastare quelle che invece ci sembravano completamente sbagliate, sempre però cercando di proporre soluzioni alternative.

Questo tipo di opposizione purtroppo oggi non è più possibile, per la semplice ragione che per essere portata avanti ha bisogno di rapportarsi con un governo cittadino forte e autorevole. Duole dirlo, ma Fermo oggi non ha un governo.

Lo scontro politico all’interno della maggioranza, e di una parte di essa con il Sindaco, paralizzano completamente l’attività amministrativa.

Non serve più a nessuno, tanto meno alla città, andare avanti in questo modo, si prenda atto del fallimento politico che ha visto insieme al governo cittadino le forze civiche e quelle di centrodestra.

Io sono stato sempre contrario al commissariamento della città, per la semplice ragione che è una cosa negativa per la vita democratica della nostra comunità, e che comunque rappresenta un’umiliazione che i cittadini fermani non meritano.

Però oggi abbiamo raggiunto un punto così basso che non ha più senso continuare con questa maggioranza, con questa Amministrazione, con questo Sindaco. Si diano le dimissioni e ci si eviti altri spettacoli indecorosi.

Daniele Fortuna – Partito Socialista

Da un anno a questa parte,, la maggioranza che amministra Fermo non fa che essere schiava di faide interne a discapito della Città. Questo mi sembra un dato di fatto netto e incontrovertibile e le ultime vicissitudini relative anche al Carnevale fermano saltato incomprensibilmente e senza adeguata informazione, sono lì a renderne ulteriore testimonianza.Mentre si litiga e ci si accoltella insomma, la Città passa in secondo piano: perché per esempio non si è portato avanti un progetto simile alla riqualificazione dell’area Sagrini, di cui dò un giudizio positivo, per l’ex mercato coperto nel centro storico? Perché da dicembre il Sindaco parla di rimpasto in Giunta ma ancora non si è visto nulla? Come si fa a far lavorare assessorati attribuendo deleghe per soli due o tre mesi ai nominati? Attendiamo che questa ex maggioranza, con un atto di impegno vero verso la Città, riporti i fermani al voto per consentire una nuova amministrazione stabile della Città.

Paolo Calcinaro – Fermo Insieme

Il centrodestra sta offrendo a Fermo uno spettacolo indecoroso, svolto alle spalle dei cittadini ed a discapito della città. L’attuale amministrazione è ormai allo sbando e versa in uno stato confusionale disarmante.
In questi mesi abbiamo assistito a Consigli comunali andati a vuoto per colpa della maggioranza, attività amministrativa a rilento, scarsa iniziativa politica della giunta ad affrontare gli importanti problemi della città. Poche cose fatte e spesso derivanti da investimenti e progetti del passato come, ad esempio, la residenza universitaria di Via Strabone resa possibile grazie al “contratto di quartiere” elaborato dalla nostra giunta Fedeli per il quale si ottenne un finanziamento statale di oltre 20 miliardi delle vecchie lire.

Gli stucchevoli balletti sulle candidature del sindaco, prima per le provinciali, adesso per le regionali. Di Ruscio che millanta proposte manco fosse un novello Barbiere di Siviglia che tutti lo vogliono; invece, rischia di fare la fine di Isabella di Castiglia: tutti la vogliono, ma nessuno la piglia!

Una penosa esibizione condita da litigi, raffiche di polemiche, accuse reciproche, annunci puntualmente smentiti d’azzeramento e di ricomposizione della giunta, e culminata nella clamorosa uscita del sindaco Di Ruscio dal Popolo delle Libertà.

E Di Ruscio getta la maschera! Con attacchi al vetriolo lanciati contro la sua stessa maggioranza ammette, finalmente dopo anni, ciò che l’opposizione aveva sempre denunciato: “Per quel che riguarda il centro destra e il PDL, non ho visto mai fare attività politica nel senso da me indicato, ma la loro attività si è limitata a dare indicazioni su nomine e incarichi ed altre questioni”.

Accuse gravissime quelle del primo cittadino. Accuse che chiamano in causa tutto il centrodestra, nessuno escluso. Civici e UDC inclusi. Una pubblica denuncia che non può lasciare indifferente la classe politica che ha sostenuto la giunta in questi anni. Eppure, nessuna reazione, manco un balbettio si ode dai chiamati in correo. Mentre, un minimo di dignità politica avrebbe richiesto, come minimo, di trarre le logiche, conseguenti conclusioni.

Il Re è  nudo o sono solo gli ennesimi giochi di palazzo?

    Luigi F. Montanini – Partito Democratico

Ritengo doveroso con la presente rendere pubbliche le ragioni della mia scelta di non aderire formalmente al Popolo delle Libertà, scelta che è frutto di una lunga meditazione ma soprattutto di un’esperienza politica diretta, vissuta in prima persona,  nel territorio dal 2001 ad oggi.Dal 2002 anno, in cui mi sono iscritto a Forza Italia ad oggi, non sono mai stato sostenuto né da Forza Italia prima, né dal PDL poi, nella mia veste di Sindaco e nella gestione politico-amministrativa della città. Mai apparsa sulla stampa una dichiarazione da parte dei vertici del partito, a supporto del mio operato a favore della città e del territorio, né tantomeno in risposta agli attacchi dell’opposizione. E questo, nonostante i successi concreti ed i tanti obiettivi politici ed amministrativi, realizzati in meno di nove anni dalla Giunta Di Ruscio.

Il 19 maggio 2004 al termine di un lungo percorso condiviso con tante istituzioni e con i cittadini arriva la sospirata Provincia, concessa dal governo Berlusconi. Paradosso dei Paradossi: attesa per anni e finalmente concessa da un governo di centro-destra, a fronte dell’impegno incessante anche dell’Amministrazione del Comune Capoluogo, viene “abilmente” consegnata dal PDL nelle mani dell’opposizione. Come? Lasciando che la candidatura di Gianni Basso e non solo, prendesse forma senza ostacoli di sorta, appoggiandola al primo turno e poi – paradosso dei paradossi!- sostenendo …l’opposizione! “Votate Cesetti!” è l’invito ed il grido di freudiana inconscia matrice, con cui si conclude l’ultimo comizio elettorale a Porto San Giorgio di chi in qualità di vertice regionale del PDL, avrebbe dovuto sostenere la mia candidatura. Ma questa è un’altra storia…!

Altro paradosso: Forza Italia, Alleanza Nazionale e PDL Berlusconi, tre gruppi del centro-destra in seno al Consiglio Comunale. Ma i vertici del partito regionale hanno avuto o no notizia del congresso del febbraio 2008 in cui si sono fusi FI e AN nell’unico partito denominato Popolo delle Libertà? Evidentemente no, dato che ancora ad oggi i tre gruppi “convivono” nel Consiglio Comunale, senza che i vertici regionali del partito siano riusciti a dare concretezza politica al PDL e questo… con l’unico obiettivo di destabilizzare la Giunta di centro-destra della città capoluogo ed in particolare ostacolare il Sindaco e la componente civica, vista quest’ultima come minaccia più che come risorsa. Perché,  secondo la logica del paradosso, se  la nuova Provincia, voluta dal governo di centro-destra, è “finita” nelle mani dell’opposizione, ne consegue che, anche il governo della città capoluogo, dovrà uniformarsi.

Più che guardare in casa propria, cercando di metter ordine e fare pulizia, si guarda invece a casa d’altri: la colpa della destabilizzazione dell’Amministrazione Comunale di Fermo è tutta delle liste civiche, tuona il PDL. E la ragione è facile da individuare: Di Ruscio è un “civico travestito da berlusconiano”. Il PDL  sembra dimenticare che le liste civiche rappresentano in ogni elezione, non soltanto l’espressione diretta del comune sentire dei cittadini, ma una forza politica importante di cui nessun Amministratore può fare  a meno. Ed i dati parlano chiaro: le liste civiche conseguono il 20% nelle elezioni comunali del 2006 ed il 16% a Fermo nelle Provinciali del 2009.

Il paradosso è figlio di paradossi e ne genera altri: se il centro-destra (Forza Italia) perde alle elezioni provinciali del 2004, in quelle regionali del 2005 ed in quelle politiche del 2006, la colpa di chi è? Sempre del sottoscritto: secondo questa logica al contrario, non è compito dei vertici regionali di Forza Italia gestire il partito per condurlo alla vittoria, ma del Sindaco di un Comune Capoluogo. Ciò si deduce dalle dichiarazioni rilasciate nell’immediato dal coordinatore regionale ad emittenti radiotelevisive e quotidiani.

Non basta: si concludono le elezioni provinciali, comincia poco dopo da parte del PDL l’ “inquisizione mediatica” intorno all’amletico dilemma: ma Di Ruscio si candida o no alle elezioni regionali? Ed è un tam tam all’interno del partito, fomentato e mai fermato dai vertici regionali. Uno spettacolo di marionette, montato ad hoc e manovrato abilmente dallo stesso burattinaio?

L’obiettivo è destabilizzare l’Amministrazione e screditarla solo per aver creduto davvero di poter cambiare la città ed il territorio e di essere riuscita a farlo, almeno negli obiettivi principali.

Il paradosso più significativo è quello finale: dopo mesi in cui il solo timore di una mia candidatura alle prossime regionali generava notti insonni e andirivieni nella capitale romana…, ora mi perviene la richiesta di una candidatura alle prossime elezioni regionali da chi? Dallo stesso PDL. Richiesta elegantemente rifiutata dal sottoscritto.

Tutti questi paradossi non hanno intaccato  negli anni il buonsenso del sottoscritto, noto a più, come uomo pragmatico e risolutore di problemi.

Non aderisco al PDL per questa ragione: dal 2001 ad oggi ho creduto e credo in un progetto politico ben preciso per questo territorio che non trova più nessun riscontro in questo modo di “fare” politica.

Ringrazio quei pochi nel PDL che mi sono stati vicino.

Mi dimetto formalmente dal mio ruolo di Capogruppo del PDL nel Consiglio della Provincia di Fermo e da qualunque ruolo da me ricoperto all’interno del Direttivo Regionale, Provinciale e Comunale.

Tuttavia non mi congedo -con grande disappunto di molti!-, dalla politica: resta per me una passione forte e concreta e ritengo di aver dimostrato in questi anni che, nonostante i vertici regionali e provinciali del  PDL, sono riuscito a  fare politica concreta e seria per questa città ed il suo territorio. Ed intendo continuare a farlo.

Saturnino Di Ruscio – Sindaco (Centrodestra)

Degli incontri della scorsa settimana tra le forze politiche della maggioranza molto si è parlato ma nulla si è detto. Ed allora, scrive il direttivo di Fermo Libera, ve lo raccontiamo noi.Martedì: il sindaco mostra alla maggioranza una lettera inedita risalente all’autunno scorso contenente le volontà del coordinatore provinciale del PDL on. Remigio Ceroni: “a morte le liste civiche e decapitazione dell’assessore Rastelli (politicamente, per fortuna, si intende).

Mercoledì: la Lega Nord pone la questione UDC, ma essendo l’UDC assente ci si riconvoca per il giorno successivo.

Giovedì: inizia la Lega Nord con la questione dell’UDC auspicando che almeno il presidente del consiglio comunale Nello Raccichini, che a Fermo sta con il centrodestra, non si candidi alle regionali dove dovrebbe fare propaganda per il centrosinistra. In questo caso la Lega si chiamerebbe fuori dalla maggioranza. Il vice coordinatore provinciale del PDL Brugnoni ha appena finito di dire che invece il suo partito, come da direttive nazionali, non fa problemi sull’UDC, quando viene gelato dal consigliere PDL Bargoni che comincia ad inveire contro Raccichini dicendogli che se vuole candidarsi alle regionali deve dimettersi da presidente del consiglio altrimenti lui farà le barricate in consiglio comunale. Ora – scrive Fermo Libera – si dovrebbe capire facilmente che non è per farsi i fatti del PDL o per mettere in risalto la sua chiarezza di idee, ma semplicemente se si sta cercando di ricompattare una maggioranza non è affatto indifferente sapere se la linea del PDL è quella di Brugnoni o quella di Bargoni. Dopo questa questione tocca a Fermo Libera porre una domanda: perché il PDL ce l’ha tanto con essa e con l’ex assessore Rastelli? E’ sempre il cosigliere Bargoni a fornire la risposta: non si perdonano all’ex assessore le sue prese di posizione contro la centrale a biomasse.

E allora, continua la nota dei civici, ci voleva tanto a dirlo chiaramente invece di scendere nel ridicolo inventandosi storie che non stavano nè in cielo nè in terra come la stesura del nuovo Piano Regolatore? Avevate il pieno diritto di dire che Rastelli non poteva più rimanere al proprio posto in quanto lui era contrario alla centrale quando invece Forza Italia era favorevole. Ne avevate il diritto ma non ne avete avuto il coraggio. Paura di perdere qualche consenso? Mah! Comunque la riunione si chiude con l’impegno di tutti a mettere una pietra sul passato. A domani.

Siamo a Venerdì: il vice coordinatore provinciale del PDL Brugnoni telefona dicendo che lui non è in grado di garantire nessun accordo.

Alla prossima puntata.

Fermo Libera – Lista Civica (Centrodestra)

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