Le immagini che seguono sono state scattate da me nei gioni scorsi lunga la strada che porta al cimitero dove mi capita di portare a spasso Francesco col suo passeggino. Il Furgoncino oggetto delle foto è ecologico poichè elettrico e, a giudicare dalle scritte, è di proprietà dell’ Asite, quindi del Comune, quindi di tutti noi. E’ lì fermo da almeno tre mesi, come testimonia anche il contrassegno dell’assicurazione scaduto. Mi risulta che di mezzi come questi ne siano stati acquistati anche altri, ma non mi è mai capitato di vederli girare sulle nostre strade. Che senso ha acquistare dei mezzi per poi tenerli fermo in qualche garage o, come in questo caso abbandonati per mesi lungo la strada ? Non si tratta di uno spreco di denaro pubblico ?
Faccio una proposta: si utilizzi questi mezzi per l’organizzazione di un servizio di taxi sociale, cioè un servizio di trasporto rivolto a particolari categorie di cittadini con la collaborazione delle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio comunale, ma anche con personale comunale o dell’Asite stessa (non manca…)
Il taxi sociale potrà essere utilizzato (ad un prezzo contenuto) per
- trasporto presso presidi sanitari per esami di laboratorio, visite mediche, ecc
- accompagnamento a uffici e servizi per il disbrigo di pratiche di accertata utilità sociale;
- accompagnamento per socializzazione o altri aspetti significativi;
- collegamenti fra le frazioni e il capoluogo;
- svolgimento di altri servizi per conto dell’utenza, quali prenotazioni, ritiro ricette, spesa.
Gli esempi di cui sopra sono tratti dal sito del comune di Colorno (PR) che ha da tempo attivato un servizio simile.
Di seguito le foto del furgone “abbandonato”. Cliccando sulle foto è possibile ingrandirle.









[...] In questo post del febbraio 2010, che vi invito ad andare a leggere, parlavo di un furgone elettrico, di proprietà dell’Asite, abbandonato da settimane sul viale del cimitero di Fermo, mi indignavo anche un po’ per lo spreco e proponevo di utilizzare quel mezzo a fini di utilità sociale. [...]