La culla della “decrescita”

La culla di FrancescoUna delle cose che colpisce di più un neogenitore come me è il business che gira intorno al proprio figlio.

È incredibile il modo in cui riescono ad inculcarci nel cervello desideri e bisogni inutili: si va dall’acqua specifica per neonati (H2O come quella per gli adulti), alle forbicine apposite per le unghie tenere dei bimbi, al biberon ergonomico, al seggiolino per l’auto firmato dallo stilista di grido,  e via dicendo…

Ovviamente niente di tutto questo serve a crescere un bambino sano e felice,  è utile semmai per lenire qualche senso di colpa dei genitori e per gonfiare i bilanci di qualche multinazionale e far crescere il PIL. Ma la qualità della vita non dipende dal PIL, ricordate ?

Allora, piuttosto che comprare l’ultima costosissima novità in fatto di culle per far dormire un bambino, (che poi tanto non dorme ;) ) sarebbe il caso di ri-usare una culla vecchia. Il bimbo non dorme uguale, ma almeno il pianeta ringrazia. La Chicco un po’ meno…

Francesco, quindi, dorme in una culla speciale. Niente di avveniristico o ipertecnologico o ultracostoso. No, Francesco dorme in una culla con una storia, una culla più vecchia del suo papà…

La culla in cui dorme Francesco e che vedete in questa foto, è sta costruita a Bologna nel 1970 e ha attraversato l’Italia e la storia di questo paese, passando di famiglia in famiglia, passando di bambino in bambino, tra parenti, amici, conoscenti e vicini di casa. È arrivata fino a noi donata da una coppia di amici, quando la loro bimba ha cominciato a dormire nel lettino.

Chi la riceve ha pochi obblighi: regalarla a qualcun altro quando non la usa più, mantenerla efficiente ed effettuare le piccole riparazioni di cui può avere bisogno (è fatta di legno, bambù e vimini), e scrivere nel libricino che la accompagna da quasi quarant’anni il nome del bambino che ci ha dormito, dei suo genitori e di come la culla è arrivata loro.

In questi 38 anni nella culla hanno dormito più di 30 bambini e, leggendone il “libretto”  viene spontaneo immaginarsi le loro storie e le loro vite. A pensarci bene la storia di questa culla sarebbe un buon soggetto per un film sugli ultimi 40 anni di storia d’Italia. Nell’attesa che la culla capiti nelle mani di qualche neogenitore scrittore o regista, ci dorme (poco) Francesco…

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One Response to “La culla della “decrescita””

  1. giosby scrive:

    Certo il bambino è prima di tutto un consumatore …
    C’è un sistema anche migliore della vecchia culla: il bambino nel lettone !

    Il bambino sarà più felice visto che potrà godere del piacere del contatto fisico con i genitori anche di notte.

    Le favole sul “viziare” il bambino sono fatte apposta per aumentare i consumi e colpevolizzare i genitori!

    Buona fortuna!

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