L’autunno caldo

Maggio 2006. Più di tre anni fa scrivevo questo nel mio programma elettorale:

[...]L’industria calzaturiera locale è in crisi a causa delle delocalizzazione e della concorrenza orientale. Il settore saccarifero scomparirà totalmente. Le ricadute economiche sul territorio potrebbero essere disastrose.
Proponiamo di fare la scelta coraggiosa di orientare la politica industriale di questo territorio verso le nuove tecnologie, realizzando uno studio di fattibilità per la creazione di un polo hi-tech nel fermano. Si potrebbero realizzare delle sinergie importanti tra i molti capitali ancora presenti in zona, l’università e gli enti locali.  [...]

Nel mio umile programma di candidato consigliere di una lista civica dello schieramento che poi perse le elezioni, proponevo l’innovazione come strada da seguire per evitare una crisi disatrosa del nostro settore produttivo.  Nuove tecnologie e energie rinnovabili, la strada che anche Obama sta seguendo per rilanciare l’economia USA.

Perchè ricordo ora quel mio post di 3 anni fa ? Perchè il disastro è arrivato, a settembre molte aziende non riapriranno dopo le ferie estive e quasi tutte hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, tante hanno già chiuso, lasciando a casa migliaia di dipendenti. Disoccupazione, povertà e conflitti sociali: per questo territorio si prospetta il periodo più buio del dopoguerra. Il diluvio è arrivato e i nostri amministratori non hanno preparato l’ombrello.

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