Fabrizio Cesetti 52,23%, Saturnino Di Ruscio 47,76%, 3.667 voti di distacco. Un risultato chiaro e di altissimo significato soprattutto se inserito nel contesto di una regione che si sta spostando verso destra. Non voglio però qui commentare il risultato generale, ma analizzare quanto successo nella città di Fermo, capoluogo della nuova provincia.
Qui, dove Di Ruscio diceva di voler recuperare, ha invece perso di 358 voti contro i soli 8 del primo turno. E dire che al primo turno c’erano tre candidati di destra e che invece al secondo turno, per usare le sue parole, si era “finalmente uno contro uno”.
Di Ruscio ha perso, nulla hanno potuto i ministri accorsi al suo capezzale, la campagna acquisti, le telefonate a casa degli elettori, gli spot martellanti, gli SMS, gli ultimi botti di una campagna elettorale faraonica, contro l’evidenza di una città che si ribella a chi ne ha fatto scempio.
Capii che Saturnino poteva perdere il giorno stesso in cui venne sancita la sua incoronazione a candidato. Il giorno in cui venne in questa città il condannato per “concorso esterno in associazione mafiosa” Marcello Dell’Utri, venuto ufficialmente a presentare i diari (fasulli) di Mussolini, ma i cui “circoli del buongoverno” siciliano furono tra i primi sostenitori della candidatura di Di Ruscio. Guarda caso…
Questa città allora si ribellò e all’iniziativa che organizzammo (con un comitato autocostituitosi ed organizzatosi tramite la rete) ospitando Salvatore Borsellino, per parlare di legalità e lotta alla mafia, ci fu una partecipazione commovente: questa città si era finalmente svegliata e aveva aperto gli occhi su chi la governava.
Ora, signori, accomodiamoci in poltrona e gustiamoci lo spettacolo del tracollo della maggioranza che governa questa città: i partiti del centrodestra contro i civici e viceversa, con fuggi-fuggi generale dalla nave che affonda.
Primo atto domani sera al Consiglio Comunale, che si terrà nella nuova sede di Palazzo dei Priori.
Rimanete sintonizzati, ci sarà da divertirsi…


