Per ricordare Fabrizio

10 anni fa moriva Fabrizio De Andrè.

Lo ricordo con un video e con le Parole di Don Andrea Gallo, prete partigiano e grande amico di Fabrizio.

[youtube exiOZHW8B18]

Dori Ghezzi ha sempre affermato :”Fabrizio e’ di tutti”.
Assolutamente si!
Quanti ricordi, incontri e ancora,dopo dieci anni, tanta poesia,musica,canzoni,anarchia e spiritualita’.
E’ stata la “colonna sonora” del cammino quarantennale della comunita’ San Benedetto al Porto di Genova.
Dagli anni sessanta Faber mi ha evangelicamente coinvolto con tutta la sua Opera.
Marco, Matteo,Luca,Giovanni ,Fabrizio.
E’ il mio quinto Evangelo.
L’apice di questa umana-cristiana Verita’ ” (e’ Annuncio) lo trovo ne “il Pescatore”.
Una somma di valori che sono patrimonio comune di solidarieta’ : la vita come CAMMINO e INCONTRO, un attimo di luce tra due oscurita’ ; la scoperta della precarieta’ della Vita fa si’ che ogni uomo possa diventare persona umana.
In De Andre’ e’ palese, forte una voce che parte dal profondo dell’uomo che grida giustizia radicalmente, entrando cosi in una Cultura libertaria.
La voce di Fabrizio e’ il sigillo autorevole di una coscienza,la possibilita’ irripetibile per la canzone di diventare il piu’ alto e penetrante strumento artistico della cultura popolare e universale.
Son sempre stato attratto dalla struggente ricerca di riscatto dalla condizione umana emarginata.
E’ il fulcro del Cristianesimo,non c’e’ fanatismo , non c’e’ rassegnazione.
Questo e’ Annuncio evangelico, la buona Novella.
Cantando con Faber si diventa consapevoli di partecipare ad un importante rito laico senza “caste sacerdotali”.
C’e’ la condizione del privilegio della poesia musicale nel momento in cui diventa coscienza civile , comprensione umana, preghiera, guerra all’ipocrisia, amore per i derelitti e gli ultimi, per ”i perdenti” che il mondo neoliberista lascia sul terreno nella sua inarrestabile corsa verso la crescita economica.
E’ guerra alla guerra.
Evangelicamente , potremmo dire che Fabrizio non aveva la presunzione di indicare la strada ne’ di trasmettere una sua cultura.
Casomai Fabrizio desiderava riconoscere a se stesso e agli altri la liberta’ di scelta.
Anarchico per Fabrizio e’ uno stato d’animo, una categoria dello Spirito.
Per il mio amico fragile l’inquietudine dello spirito coincideva con l’aspirazione profonda alla liberta’.  I suoi personaggi appaiono ricchi di una fragilita’ che li rende cari (come nel vangelo di Gesu’) personaggi capaci di coinvolgerci e indurci a cercarli fra i vicoli della citta’ vecchia e nelle periferie…quanti Miche’ ,Marinella,Bocca di Rosa,Korakane’…
“ricorda signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco, non dimenticare il loro volto…”
chi puo’ contestare che”…dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori?”.
Fa eco a  Gesu’ :” le prostitute e i pubblicani vi precederanno nel Regno”.
In questa attuale realta’ complessa e triste, impaurita, militarizzata , con una politica allo sbando,sara’ la poesia a salvarci.
Inoltre dal canto come leggiamo in Vico e Ungaretti ricomincera’ forse la storia.
Ha ragione la cara amica Dori :” Fabrizio ora e’ di tutti!”

Don Andrea Gallo

Comunita’ San Benedetto al Porto

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