Differenze di stile

«Questi sono tempi difficili per il nostro Paese, e farò tutto il possibile per aiutare Obama a superarli. Invito tutti gli americani che mi hanno sostenuto non solo a congratularsi con lui, ma a offrirgli il proprio sostegno incondizionato, perché in questi momenti dobbiamo unirci trovando i compromessi necessari per ridare prosperità al nostro grande Paese, lasciandolo ai nostri figli e ai nostri nipoti migliore di come lo abbiamo ricevuto noi». Quando ha pronunciato i nomi di Obama e di Biden, la folla ha fischiato, ma McCain li ha subito zittiti con un cenno della mano, quasi infastidito. «Per piacere…», come dire: non è il momento, ascoltatemi, quel che ho da dirvi è molto più importante. «Barack è riuscito a dare speranza a milioni di cittadini che un tempo pensavano erroneamente di non poter influenzare l’elezione del presidente degli Stati Uniti e per questo lo ammiro profondamente. Questa è un’elezione storica, soprattutto per i neri e dimostra quanto cammino sia stato percorso dall’epoca in cui vecchie ingiustizie infangavano la reputazione degli Usa e negavano a molti cittadini il riconoscimento dei loro diritti. Ma oggi l’America ha rinnegato la crudeltà e l’odio di quegli anni. E non c’è miglior prova dell’elezione di un afroamericano alla Casa Bianca» (John McCain)

«Barack Obama è bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d’accordo» con il presidente russo Dmitri Medvedev.

Di fronte alle reazioni , Berlusconi la prende male. «Era una carineria. Se scendono in campo gli imbecilli allora è finita» (Silvio Berlusconi)

«Con Obama alla Casa Bianca AlQueda è più contenta» (Maurizio Gasparri)

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