La rete vista dal palazzo

Ho usato “internet” quando ancora non esisteva, quando il modem era un “adattatore telematico” a 2400 baud e si usava per collegarsi alle tante BBS (banche dati), alcune legali altre meno, che spuntavano come funghi in tutto il mondo. Poi venne il web e mosaic, il primo browser, il resto è storia recente.Quegli anni sono restati dentro a chiunque abbia vissuto quel periodo e sono raccontati benissimo nel libro “Italian Crackdown” di cui consiglio la lettura.

Ammetto che ultimamente ho un po’ di nostalgia per i tempi in cui questo mezzo era per pochi geek, spesso malvisti. Ora il potere si è accorto della rete e fioccano le proposte per regolamentare qualcosa che è anarchico per natura. Internet è l’ultima frontiera della libera informazione ed è normale che faccia paura a chi per mantenere il potere deve controllare l’informazione. Meno un governo è democratico e più limita l’uso della rete: Birmania, Corea del Nord, Cina, Cuba, Iran ne impediscono l’uso, lo limitano ai propri cittadini, o ne filtrano i contenuti “sovversivi” e negli ultimi tempi anche l’Italia cerca di controllare internet (filtraggio, strane sentenze, decreto Romani, ecc).
Il palazzo si è accorto della rete e occorrerà vigilare perchè non ci metta (ancora) le mani sopra.

Della rete si cono accorti anche i politici e gli aspiranti tali, che specialmente nei periodi elettorali come questo, si fiondano su internet a caccia di consensi, con risultati a volte grotteschi: abbiamo così l’aspirante consigliere che si improvvisa blogger e in un giorno posta dieci articoli sgrammaticati e dalla sintassi sconnessa per dire che lui e il migliore e tutti gli altri sono incompetenti, siti pubblicitari patinati che se non fosse per il “vota tizio” e “vota sempronio” non li distingueresti uno dall’altro. Tutte pagine che dureranno fino al giorno dopo le elezioni e che poi saranno abbandonate all’oblio della rete.

Per non parlare di quella sorta di Internet for Dummies che è facebook, dove sono approdati praticamente tutti: qualcuno in tempi non sospetti perché ha trovato (giustamente) che fosse uno strumento utile per comunicare direttamente coi cittadini, qualcun’altro ora, a ridosso delle elezioni per avere un’altra piazza (virtuale) per diffondere i propri “santini”.

Non si capisce l’utilità di questo sbarco su internet: come si può pensare che possa essere utile a raccogliere consensi un sito web o un profilo facebook aperto solo per pubblicare materiale elettorale ?  Lo possono essere solo nel caso in cui si abbia intenzione di manterli aperti ed essere costantemente disponibili al confronto che a volte può essere anche aspro. In questo caso chi si imbatte nel politico che è disposto ad ascoltare e confrontarsi, può anche decidere di premiarlo votandolo. Il resto viene ignorato, semplicemente perchè è una ripetizione di ciò che si vede in Tv, sui manifesti, sulle “vele”, nelle vetrine delle sedi elettorali.

Il bello di Internet è l’interattività, ma la maggior parte dei nostri politici sembra non capirlo. Per fare un esempio, alle prossime elezioni avremo 50-60 candidati presenti sulle liste, praticamente tutti sono presenti su fb con un profilo o un gruppo di supporto, di questi quelli che gestiscono personalmente il proprio profilo da prima del periodo elettorale si contano sulle dita di una mano. Scegliete tra questi, se non altro, se non si comporterà come vi aspettate, potrete sempre rinfacciarglielo…

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La lettera

I lettori della stampa locale oggi hanno trovato nella cronaca di Fermo stralci di una lettera sottoscritta da diversi dirigenti del PD del Fermano (tanti per la verità), credo che per correttezza vada pubblicata per intero. Per questo motivo la pubblico in calce a questa nota (il grassetto è mio). Inutile dire che ne condivido in pieno lo spirito ed il contenuto.

Al Segretario Regionale del Partito Democratico

On. Palmiro Ucchielli

Al Presidente della Giunta Regionale delle Marche

Gianmario Spacca

I Sottoscritti Dirigenti della Federazione di Fermo del Partito Democratico, nel ribadire comunque il massimo impegno a sostegno della Coalizione di cui il nostro Partito è parte fondante in vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, esprimono un forte e chiaro dissenso sulla linea intrapresa dal PD regionale (assunta, tra l’altro, senza un voto nell’Assemblea regionale); dissenso che si fonda su ragioni politiche oltre che elettorali.

Pensiamo, infatti, che l’alleanza con l’UDC non potesse non tenere conto di cinque anni di esperienza di governo con le altre forze politiche, ed in particolare con quelle della sinistra (con le quali, tra l’altro, si è già manifestata una convergenza programmatica, anche nella recente campagna di rendiconto del Presidente Spacca, con tanto di simboli e messaggi unitari).

Pensiamo che occorresse (ed era possibile) evitare che tale apertura all’UDC comportasse una rottura a sinistra, con forze che hanno legami storici con molte donne e uomini che hanno dato vita al PD, che governano la Regione Marche con il PD e, a seguito di una storia comune, governano in tanti enti locali e nelle Province (come, ad esempio, nella prima Giunta Provinciale di Fermo). Si ritiene infatti che, in nome di discutibili vantaggi elettorali (o, peggio, inaccettabili disegni strategici), non si dovessero ricreare le condizioni per rotture a sinistra, condizioni che in un recente, e doloroso passato, hanno portato alla sconfitta, ad esempio, nella confinante Provincia di Ascoli Piceno.

Si ritiene, anche, che sul piano programmatico e politico, non si potessero e non si dovessero accettare preclusioni o, senza i margini per una approfondita discussione democratica, modificare posizioni e contenuti programmatici, soprattutto in materia ambientale, condivisi dalla grande maggioranza dei militanti ed elettori del nostro Partito.

Pensiamo che fosse, naturalmente, necessario valutare il legame tra la trattativa politica per le elezioni regionali e lo stato, nelle città della regione, delle alleanze, delle candidature e dei programmi. Occorre, infatti, ricordare che l’UDC in molti comuni (ad esempio nella totalità della nostra provincia) è organicamente all’interno e a sostegno di amministrazioni di destra (senza, peraltro, aver dato segnali di dissenso o ripensamento) e che questo costituisca un danno alla credibilità complessiva del nostro Partito e della politica.

Pensiamo che il rafforzamento di uno schieramento riformista e di governo e la rottura di un  persistente blocco moderato, nella nostra regione, non dovesse essere posto, frettolosamente, in contrapposizione con un lavoro di unità a sinistra; con una sinistra che in questi anni, nella Regione Marche, ha condiviso responsabilmente scelte e progetti per la società marchigiana.

Il PD fermano, come ha fatto alle ultime elezioni provinciali ottenendo un grande successo, continuerà a lavorare per una coalizione di governo che si fondi sulle comuni esperienze di governo e di opposizione pur con la capacità, dimostrata, di aprirsi ad altre culture e sensibilità politiche (vedi il Centro del Fermano a livello provinciale).

Malgrado queste riflessioni siano state espresse anche negli organismi dirigenti, il Partito Democratico regionale ha sottoscritto un diverso quadro di alleanze, ha sottoscritto un programma che si differenzia da quello portato nel mese di Dicembre 2009 al confronto e consuntivo con le realtà locali.

Malgrado queste riflessioni si sono create le condizioni per una doppia candidatura e per una rottura nel campo del centro-sinistra; doppia candidatura che rischia di essere particolarmente dirompente nel nostro territorio.

Noi, uomini e donne dirigenti del Partito Democratico, pur non sottraendoci al nostro dovere, siamo, però, consapevoli che tale sfida sarà particolarmente ardua e non possiamo tacere un dissenso di metodo e di sostanza che chiama in causa direttamente anche la vita democratica e l’identità del PD. Ribadiamo che, per quanto potremo, nostro dovere precipuo sarà poi evitare che il quadro politico consolidato nella Provincia di Fermo venga ad essere alterato dalle dinamiche regionali e che scelte, da noi non condivise, creino solchi incolmabili con le forze della sinistra che consideriamo parte integrante di un progetto di cambiamento nel nostro territorio e nel Paese.

Febbraio 2010

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Senza parole

Ieri l’ennesimo Consiglio Comunale è andato deserto a causa della maggioranza ormai allo sbando che, invece di amministrare la città in un momento grave come quello che stiamo vivendo, pensa solo a farsi la guerra. Mi limito a pubblicare una serie di comunicati stampa delle varie forze politiche. Non aggiungo alcun commento, lascio che sia chi legge a farsi un’idea:

Vorrei, attraverso queste righe, esprimere tutto il disagio e la sostanziale impotenza a fare politica in questo momento nella nostra città. Naturalmente la politica intesa come servizio per la comunità, e non certamente come propaganda, insulto, o peggio come difesa di interessi particolari e spesso inconfessabili.

Da quando ho dato vita al gruppo Socialista in Consiglio Comunale, io ed altri amici e compagni abbiamo tenuto una linea politica certamente di opposizione senza sconti, ma comunque incentrata sulle cose da fare, senza un atteggiamento di avversione pregiudiziale.

Abbiamo cercato di sostenere con le nostre modeste forze le scelte che ritenevamo giuste, di emendarne alcune, e di contrastare quelle che invece ci sembravano completamente sbagliate, sempre però cercando di proporre soluzioni alternative.

Questo tipo di opposizione purtroppo oggi non è più possibile, per la semplice ragione che per essere portata avanti ha bisogno di rapportarsi con un governo cittadino forte e autorevole. Duole dirlo, ma Fermo oggi non ha un governo.

Lo scontro politico all’interno della maggioranza, e di una parte di essa con il Sindaco, paralizzano completamente l’attività amministrativa.

Non serve più a nessuno, tanto meno alla città, andare avanti in questo modo, si prenda atto del fallimento politico che ha visto insieme al governo cittadino le forze civiche e quelle di centrodestra.

Io sono stato sempre contrario al commissariamento della città, per la semplice ragione che è una cosa negativa per la vita democratica della nostra comunità, e che comunque rappresenta un’umiliazione che i cittadini fermani non meritano.

Però oggi abbiamo raggiunto un punto così basso che non ha più senso continuare con questa maggioranza, con questa Amministrazione, con questo Sindaco. Si diano le dimissioni e ci si eviti altri spettacoli indecorosi.

Daniele Fortuna – Partito Socialista

Da un anno a questa parte,, la maggioranza che amministra Fermo non fa che essere schiava di faide interne a discapito della Città. Questo mi sembra un dato di fatto netto e incontrovertibile e le ultime vicissitudini relative anche al Carnevale fermano saltato incomprensibilmente e senza adeguata informazione, sono lì a renderne ulteriore testimonianza.Mentre si litiga e ci si accoltella insomma, la Città passa in secondo piano: perché per esempio non si è portato avanti un progetto simile alla riqualificazione dell’area Sagrini, di cui dò un giudizio positivo, per l’ex mercato coperto nel centro storico? Perché da dicembre il Sindaco parla di rimpasto in Giunta ma ancora non si è visto nulla? Come si fa a far lavorare assessorati attribuendo deleghe per soli due o tre mesi ai nominati? Attendiamo che questa ex maggioranza, con un atto di impegno vero verso la Città, riporti i fermani al voto per consentire una nuova amministrazione stabile della Città.

Paolo Calcinaro – Fermo Insieme

Il centrodestra sta offrendo a Fermo uno spettacolo indecoroso, svolto alle spalle dei cittadini ed a discapito della città. L’attuale amministrazione è ormai allo sbando e versa in uno stato confusionale disarmante.
In questi mesi abbiamo assistito a Consigli comunali andati a vuoto per colpa della maggioranza, attività amministrativa a rilento, scarsa iniziativa politica della giunta ad affrontare gli importanti problemi della città. Poche cose fatte e spesso derivanti da investimenti e progetti del passato come, ad esempio, la residenza universitaria di Via Strabone resa possibile grazie al “contratto di quartiere” elaborato dalla nostra giunta Fedeli per il quale si ottenne un finanziamento statale di oltre 20 miliardi delle vecchie lire.

Gli stucchevoli balletti sulle candidature del sindaco, prima per le provinciali, adesso per le regionali. Di Ruscio che millanta proposte manco fosse un novello Barbiere di Siviglia che tutti lo vogliono; invece, rischia di fare la fine di Isabella di Castiglia: tutti la vogliono, ma nessuno la piglia!

Una penosa esibizione condita da litigi, raffiche di polemiche, accuse reciproche, annunci puntualmente smentiti d’azzeramento e di ricomposizione della giunta, e culminata nella clamorosa uscita del sindaco Di Ruscio dal Popolo delle Libertà.

E Di Ruscio getta la maschera! Con attacchi al vetriolo lanciati contro la sua stessa maggioranza ammette, finalmente dopo anni, ciò che l’opposizione aveva sempre denunciato: “Per quel che riguarda il centro destra e il PDL, non ho visto mai fare attività politica nel senso da me indicato, ma la loro attività si è limitata a dare indicazioni su nomine e incarichi ed altre questioni”.

Accuse gravissime quelle del primo cittadino. Accuse che chiamano in causa tutto il centrodestra, nessuno escluso. Civici e UDC inclusi. Una pubblica denuncia che non può lasciare indifferente la classe politica che ha sostenuto la giunta in questi anni. Eppure, nessuna reazione, manco un balbettio si ode dai chiamati in correo. Mentre, un minimo di dignità politica avrebbe richiesto, come minimo, di trarre le logiche, conseguenti conclusioni.

Il Re è  nudo o sono solo gli ennesimi giochi di palazzo?

    Luigi F. Montanini – Partito Democratico

Ritengo doveroso con la presente rendere pubbliche le ragioni della mia scelta di non aderire formalmente al Popolo delle Libertà, scelta che è frutto di una lunga meditazione ma soprattutto di un’esperienza politica diretta, vissuta in prima persona,  nel territorio dal 2001 ad oggi.Dal 2002 anno, in cui mi sono iscritto a Forza Italia ad oggi, non sono mai stato sostenuto né da Forza Italia prima, né dal PDL poi, nella mia veste di Sindaco e nella gestione politico-amministrativa della città. Mai apparsa sulla stampa una dichiarazione da parte dei vertici del partito, a supporto del mio operato a favore della città e del territorio, né tantomeno in risposta agli attacchi dell’opposizione. E questo, nonostante i successi concreti ed i tanti obiettivi politici ed amministrativi, realizzati in meno di nove anni dalla Giunta Di Ruscio.

Il 19 maggio 2004 al termine di un lungo percorso condiviso con tante istituzioni e con i cittadini arriva la sospirata Provincia, concessa dal governo Berlusconi. Paradosso dei Paradossi: attesa per anni e finalmente concessa da un governo di centro-destra, a fronte dell’impegno incessante anche dell’Amministrazione del Comune Capoluogo, viene “abilmente” consegnata dal PDL nelle mani dell’opposizione. Come? Lasciando che la candidatura di Gianni Basso e non solo, prendesse forma senza ostacoli di sorta, appoggiandola al primo turno e poi – paradosso dei paradossi!- sostenendo …l’opposizione! “Votate Cesetti!” è l’invito ed il grido di freudiana inconscia matrice, con cui si conclude l’ultimo comizio elettorale a Porto San Giorgio di chi in qualità di vertice regionale del PDL, avrebbe dovuto sostenere la mia candidatura. Ma questa è un’altra storia…!

Altro paradosso: Forza Italia, Alleanza Nazionale e PDL Berlusconi, tre gruppi del centro-destra in seno al Consiglio Comunale. Ma i vertici del partito regionale hanno avuto o no notizia del congresso del febbraio 2008 in cui si sono fusi FI e AN nell’unico partito denominato Popolo delle Libertà? Evidentemente no, dato che ancora ad oggi i tre gruppi “convivono” nel Consiglio Comunale, senza che i vertici regionali del partito siano riusciti a dare concretezza politica al PDL e questo… con l’unico obiettivo di destabilizzare la Giunta di centro-destra della città capoluogo ed in particolare ostacolare il Sindaco e la componente civica, vista quest’ultima come minaccia più che come risorsa. Perché,  secondo la logica del paradosso, se  la nuova Provincia, voluta dal governo di centro-destra, è “finita” nelle mani dell’opposizione, ne consegue che, anche il governo della città capoluogo, dovrà uniformarsi.

Più che guardare in casa propria, cercando di metter ordine e fare pulizia, si guarda invece a casa d’altri: la colpa della destabilizzazione dell’Amministrazione Comunale di Fermo è tutta delle liste civiche, tuona il PDL. E la ragione è facile da individuare: Di Ruscio è un “civico travestito da berlusconiano”. Il PDL  sembra dimenticare che le liste civiche rappresentano in ogni elezione, non soltanto l’espressione diretta del comune sentire dei cittadini, ma una forza politica importante di cui nessun Amministratore può fare  a meno. Ed i dati parlano chiaro: le liste civiche conseguono il 20% nelle elezioni comunali del 2006 ed il 16% a Fermo nelle Provinciali del 2009.

Il paradosso è figlio di paradossi e ne genera altri: se il centro-destra (Forza Italia) perde alle elezioni provinciali del 2004, in quelle regionali del 2005 ed in quelle politiche del 2006, la colpa di chi è? Sempre del sottoscritto: secondo questa logica al contrario, non è compito dei vertici regionali di Forza Italia gestire il partito per condurlo alla vittoria, ma del Sindaco di un Comune Capoluogo. Ciò si deduce dalle dichiarazioni rilasciate nell’immediato dal coordinatore regionale ad emittenti radiotelevisive e quotidiani.

Non basta: si concludono le elezioni provinciali, comincia poco dopo da parte del PDL l’ “inquisizione mediatica” intorno all’amletico dilemma: ma Di Ruscio si candida o no alle elezioni regionali? Ed è un tam tam all’interno del partito, fomentato e mai fermato dai vertici regionali. Uno spettacolo di marionette, montato ad hoc e manovrato abilmente dallo stesso burattinaio?

L’obiettivo è destabilizzare l’Amministrazione e screditarla solo per aver creduto davvero di poter cambiare la città ed il territorio e di essere riuscita a farlo, almeno negli obiettivi principali.

Il paradosso più significativo è quello finale: dopo mesi in cui il solo timore di una mia candidatura alle prossime regionali generava notti insonni e andirivieni nella capitale romana…, ora mi perviene la richiesta di una candidatura alle prossime elezioni regionali da chi? Dallo stesso PDL. Richiesta elegantemente rifiutata dal sottoscritto.

Tutti questi paradossi non hanno intaccato  negli anni il buonsenso del sottoscritto, noto a più, come uomo pragmatico e risolutore di problemi.

Non aderisco al PDL per questa ragione: dal 2001 ad oggi ho creduto e credo in un progetto politico ben preciso per questo territorio che non trova più nessun riscontro in questo modo di “fare” politica.

Ringrazio quei pochi nel PDL che mi sono stati vicino.

Mi dimetto formalmente dal mio ruolo di Capogruppo del PDL nel Consiglio della Provincia di Fermo e da qualunque ruolo da me ricoperto all’interno del Direttivo Regionale, Provinciale e Comunale.

Tuttavia non mi congedo -con grande disappunto di molti!-, dalla politica: resta per me una passione forte e concreta e ritengo di aver dimostrato in questi anni che, nonostante i vertici regionali e provinciali del  PDL, sono riuscito a  fare politica concreta e seria per questa città ed il suo territorio. Ed intendo continuare a farlo.

Saturnino Di Ruscio – Sindaco (Centrodestra)

Degli incontri della scorsa settimana tra le forze politiche della maggioranza molto si è parlato ma nulla si è detto. Ed allora, scrive il direttivo di Fermo Libera, ve lo raccontiamo noi.Martedì: il sindaco mostra alla maggioranza una lettera inedita risalente all’autunno scorso contenente le volontà del coordinatore provinciale del PDL on. Remigio Ceroni: “a morte le liste civiche e decapitazione dell’assessore Rastelli (politicamente, per fortuna, si intende).

Mercoledì: la Lega Nord pone la questione UDC, ma essendo l’UDC assente ci si riconvoca per il giorno successivo.

Giovedì: inizia la Lega Nord con la questione dell’UDC auspicando che almeno il presidente del consiglio comunale Nello Raccichini, che a Fermo sta con il centrodestra, non si candidi alle regionali dove dovrebbe fare propaganda per il centrosinistra. In questo caso la Lega si chiamerebbe fuori dalla maggioranza. Il vice coordinatore provinciale del PDL Brugnoni ha appena finito di dire che invece il suo partito, come da direttive nazionali, non fa problemi sull’UDC, quando viene gelato dal consigliere PDL Bargoni che comincia ad inveire contro Raccichini dicendogli che se vuole candidarsi alle regionali deve dimettersi da presidente del consiglio altrimenti lui farà le barricate in consiglio comunale. Ora – scrive Fermo Libera – si dovrebbe capire facilmente che non è per farsi i fatti del PDL o per mettere in risalto la sua chiarezza di idee, ma semplicemente se si sta cercando di ricompattare una maggioranza non è affatto indifferente sapere se la linea del PDL è quella di Brugnoni o quella di Bargoni. Dopo questa questione tocca a Fermo Libera porre una domanda: perché il PDL ce l’ha tanto con essa e con l’ex assessore Rastelli? E’ sempre il cosigliere Bargoni a fornire la risposta: non si perdonano all’ex assessore le sue prese di posizione contro la centrale a biomasse.

E allora, continua la nota dei civici, ci voleva tanto a dirlo chiaramente invece di scendere nel ridicolo inventandosi storie che non stavano nè in cielo nè in terra come la stesura del nuovo Piano Regolatore? Avevate il pieno diritto di dire che Rastelli non poteva più rimanere al proprio posto in quanto lui era contrario alla centrale quando invece Forza Italia era favorevole. Ne avevate il diritto ma non ne avete avuto il coraggio. Paura di perdere qualche consenso? Mah! Comunque la riunione si chiude con l’impegno di tutti a mettere una pietra sul passato. A domani.

Siamo a Venerdì: il vice coordinatore provinciale del PDL Brugnoni telefona dicendo che lui non è in grado di garantire nessun accordo.

Alla prossima puntata.

Fermo Libera – Lista Civica (Centrodestra)

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Sprechi

Le immagini che seguono sono state scattate da me nei gioni scorsi lunga la strada che porta al cimitero dove mi capita di portare a spasso Francesco col suo passeggino. Il Furgoncino oggetto delle foto è ecologico poichè elettrico e, a giudicare dalle scritte, è di proprietà dell’ Asite, quindi del Comune, quindi di tutti noi. E’ lì fermo da almeno tre mesi, come testimonia anche il contrassegno dell’assicurazione scaduto. Mi risulta che di mezzi come questi ne siano stati acquistati anche altri, ma non mi è mai capitato di vederli girare sulle nostre strade. Che senso ha acquistare dei mezzi per poi tenerli fermo in qualche garage o, come in questo caso abbandonati per mesi lungo la strada ? Non si tratta di uno spreco di denaro pubblico ?

Faccio una proposta: si utilizzi questi mezzi per l’organizzazione di un servizio di taxi sociale, cioè un servizio di trasporto rivolto a particolari categorie di cittadini con la collaborazione delle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio comunale, ma anche con personale comunale o dell’Asite stessa (non manca…)

Il taxi sociale potrà essere utilizzato (ad un prezzo contenuto) per

- trasporto presso presidi sanitari per esami di laboratorio, visite mediche, ecc

- accompagnamento a uffici e servizi per il disbrigo di pratiche di accertata utilità sociale;

- accompagnamento per socializzazione o altri aspetti significativi;

- collegamenti fra le frazioni e il capoluogo;

- svolgimento di altri servizi per conto dell’utenza, quali prenotazioni, ritiro ricette, spesa.

Gli esempi di cui sopra sono tratti dal sito del comune di Colorno (PR) che ha da tempo attivato un servizio simile.

Di seguito le foto del furgone “abbandonato”. Cliccando sulle foto è possibile ingrandirle.

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Incontro sull’ambiente

Il Circolo PD Fermo Est, del cui direttivo faccio parte,  organizza per i venerdì pv (5 febbraio) alle ore 21 presso la sede del PD di Fermo (Piazzale Azzolino).
il secondo appuntamento di approfodimento sui temi politici.

Tema della serata:AMBIENTE E POLITICHE AMBIENTALI
Relatore. Daniele Colò ;)

Vi aspetto !

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Giornata della memoria

Forse non tutti sanno che anche il fermano ebbe il suo campo di concentramento, si trovava a Servigliano, posto lungo la ferrovia che collegava Fermo a Amandola, e tuttora ne rimane il muro di cinta esterno.

In Quel luogo, martedì prossimo 26 Gennaio (giornata della memoria) alle 21 si terrà un breve concerto di musica ebraica per la commemoriazione delle vittime del nazifascismo. In questo periodo di revisionismo è importante esserci.

Qui potete scaricare il volantino del programa della giornata della memoria. Diffondetelo!

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Craxi

“…è solo il capobanda ma sembra un faraone, ha gli occhi dello schiavo e lo sguardo del padrone,si atteggia a Mitterrand ma è peggio di Nerone” (F.De Gregori)

Da Wikipedia:

[...]
È uno degli uomini politici più rilevanti della storia della prima Repubblica, ma anche uno dei più controversi: ciò perché, in seguito alle indagini di Mani Pulite, venne condannato e fuggì ad Hammamet, in Tunisia, dove trascorse gli ultimi anni e morì da latitante.
[...]
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:
* 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
* 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999.

Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell’imputato.

Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
* 4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
* 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
* 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999;
* 3 anni in appello bis per il caso Enimont il 1° ottobre 1999;

Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.

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Trashware!

L’Associazione Culturale FermoLUG (Fermo Linux Users Group) ha donato nei giorni scorsi 22 computer al convento del Santuario della Madonna della Stella (Montefalco – PG).  Si tratta di PC recuperati grazie al progetto “trashware” del LUG fermano, che prevede il recupero di hardware dismesso da aziende e istituzioni per usi a fini sociali: i computer obsoleti vengono ritirati dai volontari del FermoLUG, riparati, aggiornati con l’installazione di software libero (sistema operativo Linux) e donati a chi ne fa richiesta. In questo modo si risolvono molti problemi: le aziende non devono preoccuparsi di smaltire il materiale informatico obsoleto, i rifiuti tecnlogici non vanno a finire i discarica e non inquinano e, soprattutto, si diffonde la cultura informatica anche tra chi non può permettersi l’acquisto di un computer.

In questo caso, p.Lorenzo, un giovane sacerdote del Convento, userà i computer e il resto del materiale donato del FermoLUG (monitor, scanner, switch, ecc.) per realizzare un sala multimediale dove tenere corsi di informatica di base per la gente del posto.

Molto soddisfatto il Presidente Paolo Silenzi: “Siamo felici di essere riusciti, tra molte difficoltà -non ultima la mancanza di una sede che ci costringe a lavorare divisi e più lentamente- a fare qualcosa di utile con del materiale che, altrimenti, sarebbe finito nelle discariche.  Crediamo molto in questo progetto e stiamo già lavorando per un’altra donazione di PC ad un Centro Giovanile del Fermano ed altre ne seguiranno in futuro. ”

Per informazioni: info@linuxfm.org

Nella foto la consegna dei PC a p.Lorenzo da parte di Paolo Silezi, Presidente del FermoLUG

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Io sto con Marco Travaglio


di Antonio Padellaro

Contro Marco Travaglio è in atto un’aggressione violenta. A un cenno del capogruppo Pdl alla Camera, il piduista Fabrizio Cicchitto, che nel compilare la lista nera comprendente il Fatto, Santoro e il gruppo Repubblica-Espresso, lo ha definito “terrorista mediatico”, subito si è scatenata la canea televisiva. Da Porta a Porta, a Canale 5, a Omnibus il pestaggio di Marco si è sviluppato attraverso la falsificazione e la manipolazione di sue dichiarazioni rese dopo il ferimento di Berlusconi a Milano, in totale assenza di contraddittorio o con interventi tardivi quando ormai la scientifica azione diffamatoria era irrimediabile. I diffamatori e i picchiatori a libro paga sappiano che risponderemo colpo su colpo. A difesa della persona di Marco Travaglio a cui tutti i giornalisti del Fatto ribadiscono la loro più totale e affettuosa solidarietà. A difesa del suo diritto di fare giornalismo. A difesa dell’informazione e della democrazia di questo Paese, mai come oggi messa in pericolo dall’assalto dei nuovi squadristi.

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OpenDNS, cos’è e come funziona

Memorizzate questo articolo, perchè potrebbe farvi comodo in futuro.

OpenDNS libera la tua connessione dal controllo dei providers

Libertà, sicurezza, velocità e altre ottime ragioni per aderire a OpenDNS

Il termine DNS probabilmente avrà fatto venire il mal di stomaco a parecchie persone. Sino a pochi anni fa l’impostazione di una connessione internet era una operazione manuale ed articolata, e tra le varie impostazioni di rete gli indirizzi DNS sono probabilmente ancora qualcosa in incomprensibile per molti. Molto male, poichè il controllo dei providers e la censura giustificata o meno verso determinati siti avviene proprio attraverso i DNS.

Fondato da David Ulevitch nel 2005 il progetto OpenDNS è molto interessante perchè si propone di svincolare la connessione di ogni utente dal controllo dei providers ed aggiunge funzionalità di sicurezza “a monte” per proteggerci da siti di pishing ed altro. Prima di spiegare l’utilità di OpenDNS spiegho in due parole, evitando aspetti tecnici, qual’è la funzione dei DNS.

OpenDNS

I misteriosi DNS, a cosa servono e come funzionano

Quando ci colleghiamo ad un determinato sito ne digitiamo l’indirizzo alfanumerico (es. http://www.ikaro.net). Fatto questo, il browser inizia a visualizzare le pagine. In realtà il nostro PC non utilizza l’indirizzo alfanumerico da noi digitato, ma ne utilizza un altro che è il vero indirizzo di rete del sito chiamato IP address, un indirizzo numerico composto da 4 cifre comprese tra 1 e 254 separate da punti.

Per ottenere questo IP il PC esegue una richiesta nascosa a server appositi che hanno la funzione di collegare gli indirizzi alfanumerici agli IP di rete reali di ogni sito. Questi server si chiamano DNS (Domain Name System).

Ricapitolando:

  1. Digitiamo l’indirizzo alfanumerico nel browser
  2. Il pc ottiene dai DNS l’IP address del sito associato a tale indirizzo alfanumerico
  3. Il collegamento tra il client ed il server avviene, sempre in maniera nascosta, utilizzando gli IP address, e non l’indirizzo alfanumerico

Come funziona la censura

Ogni provider di accesso utilizza i propri DNS, i cui indirizzi vanno opportunamente inseriti o nel router o nelle impostazioni di rete. Quando si vuole impedire l’accesso ad un sito si fa in modo che i propri DNS non comunichino l’IP associato ad un nome di dominio, oppure si invia un IP differente relativo ad un sito che mostra una pagina di avviso.

Libera la tua connessione con OpenDNS

Eccoci al dunque, se nelle tue impostazioni di connessione inserirai i DNS di OpenDNS eviterai eventuali blocchi di accesso effettuati dal tuo provider. Esistono molti altri vantaggi nell’utilizzare il sistema di OpenDSN;

  1. Vengono inibiti gli accessi a siti di phishing o comunque di natura pericolosa e fraudolenta
  2. Il sistema tenterà di individuare errori di digitazione dell’indirizzo alfanumerico
  3. Non costa nulla

Il sistema mantiene i propri costi di gestione in maniera molto semplice; quando ci si collega ad un sito inesistente visualizzerà una pagina pubblicitaria.

Per utilizzare il sistema di OpenDNS è sufficente collegarsi alla pagina delle impostazioni ed inserire nel proprio router i DNS indicati nel sito. Tutto qui.

Il progetto sta registrando una crescita incredibile nell’anno in corso.

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Perchè evitare la censura?

Lo ripeterò fino alla nausea. I sistemi per la protezione della nostra privacy o per la libertà digitale non servono per compiere reati, ma per garantire il diritto al proprio sano, sacrosanto e legalissimo anonimato e per evitare  eventuali limitazioni dell’accesso  a informazioni o servizi che per motivi di dubbia legittimità potrebbero essere messe in atto dai provider di accesso.

Navigare in anonimato

Tratto da www.ikaro.net

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